“Grandi Zolle”, l’agricoltura è sociale: nella cura della terra un lavoro per i disabili

A Bagno a Ripoli la cura della terra diventa il modo per imparare un mestiere e conquistare la propria autonomia. È questo “Grandi Zolle”, il progetto di agricoltura sociale rivolto a persone con disabilità di cui il nostro Comune è capofila.

Al Bigallo, nei giorni scorsi, abbiamo fatto il punto sul primo anno e mezzo di attività, iniziata nel marzo 2016, con un convegno molto partecipato che ha richiamato istituzioni, operatori socio-sanitari, associazioni e aziende agricole. Finora il progetto ha coinvolto una dozzina di persone, la maggior parte uomini, con un’età compresa tra i 20 e i 50 anni, provenienti da tutta l’area metropolitana. Quattro quelle inserite attualmente, che per tre ore al giorno, quattro mattine alla settimana, sono impegnate nell’attività agricola sui campi dell’azienda Olivart, seguiti da un tutor dell’associazione Popular. 

Ogni giorno, queste persone si sporcano le mani: si occupano di tutto il ciclo produttivo, dalla semina alla raccolta dei frutti dei campi. Ognuno, lungo il corso del progetto, può poi “specializzarsi” in base alle proprie attitudini. Un ragazzo ad esempio è particolarmente “portato” nelle pulizie, per così dire, e dà un supporto nel tenere in ordine la stanza delle trasformazioni.

 

Nell’ambito del progetto è stata finanziata anche la realizzazione di una serra che consente di coltivare per tutto l’anno anche durante i mesi invernali. Così come la creazione di un sito internet “Orto Zero Zero” per promuovere la vendita degli ortaggi in cassetta. 

Obiettivo del progetto è trasmettere alle persone con disagio psichico competenze professionali in agricoltura che possano poi favorirne l’inserimento nel mondo del lavoro agricolo. Al momento una persona, un ragazzo giovane, giunto al termine del percorso individuale, prosegue nell’ambito di Olivart l’attività agricola con un rapporto di stage. Sarebbe bello che “Grandi Zolle” trovasse spazio anche fuori i confini del nostro territorio perché dà una concreta chance di vita autonoma a persone con problematiche psichiche, disabilità e dipendenze.